
Leggo su Diegozilla e sul blog di Roberto Recchioni delle interessanti opinioni su quale saranno le nuove frontiere della editoria. Con immenso piacere comincio a vedere che inizia a nascere un vero interesse sul fumetto digitale, anche da parte di molti altri professionisti che un tempo non ne prendevano molta considerazione.
Per chi ama il cinema, la letteratura e l'arte figurativa , il fumetto è stato ideato per sintentizzarle tutte con un suo linguaggio grafico, narrativo e funzionale per la stampa. Ha avuto una sua vera identità quando è nata una propria industria editoriale e si è evoluto nel tempo rispecchiando perfettamente la società in cui ha vissuto, per arrivare dopo piu di 100 anni nelle versioni che conosciamo oggi. Ha raggiunto una tale capacità di sintesi da riuscire a sfruttare al meglio i limiti del supporto che lo ospita. Il foglio di carta, appunto.
Poichè il fumetto, per sua natura è un linguaggio versatile, è quasi certo che si evolverà ulteriormente, se il media digitale ne diventerà un possibile standard. Se è vero che il fumetto ha sempre rispecchiato la nostra epoca, perchè mai non avrebbe la possibilità di adeguarsi anche a questa società, visto che attualmente sembra surclassata da altri media di intrattenimento molto piu stimolanti? Perchè, poi, produrre qualcosa per stamparlo, distribuirlo e venderlo, quando internet è il metodo piu facile per arrivare allo scopo, visto che la sua forza è appunto l'assenza totale di filtri con il lettore a costo praticamente irrisorio?Però non è una novità. Ci sono stati gia molti altri tentativi di fumetti in rete, negli ultimi dieci/quindici anni. Ogni volta si fanno sempre delle prospettive rosee sul suo futuro, seguendo appunto lo stesso principio di cui sopra: il fumetto è come il prezzemolo, va su tutto.

Assieme ad un gruppo di altri disegnatori ho visto crescere questa idea, quando internet in Italia era ancora molto indietro confronto gli altri paesi e c'era chi investiva su dei contenuti da inserire in rete. Armadel era proposto ai lettori come un fumetto tradizionale, ma da leggere su un monitor di un pc. Il lavoro era sempre lo stesso, il metodo pure. Eravamo una semplice etichetta che cercava spazi nei grossi siti o in certi portali. Un editore, insomma, che ne aiutasse la sua diffusione. In questo caso Clarence e il Corriere della sera on line. Sui dati effettivi, c'è stata una buonissima risposta di contatti e moltissimo interesse. Il fumetto piaceva molto.Ma purtroppo non funzionò. Perchè?
Non lo so, non sono un manager e so malapena fare due piu due. Ero un semplice esecutore del progetto e non l'ideatore, quindi non posso dirvi di preciso quali fossero le cause del suo fallimento. Chissà... forse non piaceva abbastanza.
All'appaenza Aramdel somigliava a altre scommesse mancate dell'epoca. All'inizio l'unico mezzo il pc. La connessione in italia era ancora troppo lenta e il tempo lungo di download non ne permettava una lettura fluida. La new economy aveva speculato investendo molti capitali su internet, illudendo in molti su dei guadagni stratosferici rivelati poi virtuali. Cosa ancora piu grave è che oltre la scarsa tecnologia ancora da collaudare bene, l'internauta era piu curioso della offerta che bisognosa di essa. Quindi, zero investitori che ne avrebbero sfruttate le potenzialità, zero spazi pubblicitari da occupare, zero soldi per produrre i progetti editoriali.
Peccato, io ci credevo molto. Ancora adesso mi dispiace di non essere stato compreso su quali potevano essere le vere potenzialità del progetto, solo perchè Armadel rientrava in un sistema piu grosso di noi...All'appaenza Aramdel somigliava a altre scommesse mancate dell'epoca. All'inizio l'unico mezzo il pc. La connessione in italia era ancora troppo lenta e il tempo lungo di download non ne permettava una lettura fluida. La new economy aveva speculato investendo molti capitali su internet, illudendo in molti su dei guadagni stratosferici rivelati poi virtuali. Cosa ancora piu grave è che oltre la scarsa tecnologia ancora da collaudare bene, l'internauta era piu curioso della offerta che bisognosa di essa. Quindi, zero investitori che ne avrebbero sfruttate le potenzialità, zero spazi pubblicitari da occupare, zero soldi per produrre i progetti editoriali.

Ma perchè adesso invece non dovrebbe essere così?
Chi ci dice che il digitale adesso non sia un ennesimo flop?
Perchè i tempi sembrano cambiati.
Questa volta è come se si fosse fatto tesoro degli errori del passato e avessimo fatto un passo indietro per farne due in avanti. Nuovi Notebook come Nook o Kindle sembrano di grande aiuto perchè il supporto è molto piu simile a un libro. Nel frattempo l'utente è piu maturo e capace di coglierne le potenzialità di un nuovo media e infine c'è davvero un mercato reale e mirato che puo soddisfare un lettore.
Lo so, gia i puristi del fumetto storgono il naso e do ragione anche a loro. Il libro è un oggetto troppo sacro da essere rimpiazzato da una semplice elettrodomestico. Il bello di sentire l'odore della carta, il gusto di sfogliarlo e di voltare pagina, la soddisfazione di collezionarli e di avere il pezzo unico firmato dall'autore, non ha paragoni. La lettura stessa ha un tempo proprio e una sua contemplazione , il libro ha una sequenzialità che il digitale non avrebbe. Lo scopo di tenere un fumetto tra le mani e di averlo lì, a disposizione, è un fattore indispensabile per il lettore. A volte mi sembra che l'unicità, l'esclusività e quindi il collezionismo che lo rende tale . Buffo, leggendo un po' di storia del fumetto, sembra non sia nata solo con queste intenzioni.
Che pensare, allora?
A nulla. Io nel frattempo lavoro per la carta e sono curioso di vedere il mondo in silicio. Spero solo che la gente capisca che il fumetto in rete e il fumetto classico saranno due cose distinte. Credo nell'intelligenza di un lettore che colga le giuste differenze narrative tra una e l'altra. Senza un meglio o un peggio e senza anatemi. Perchè ho imparato che ogni supporto narrativo ha i suoi parametri linguistici.
Basta solo essere consapevoli che la ninfa vitale di una storia non è lo strumento che utilizza, ne tantomeno il linguaggio che usa per dirlo.
E' solo, sempre e unicamente il buon racconto e tutto cio che ti trasmette.


















